Europa Verde-Verdi Modena: sui Poli Logistici e gli allevamenti nel modenese è urgente un Bilancio Ambientale di Area Vasta

In Il Fondo

L’abolizione delle Province ha di fatto tolto un importante punto di vista (e di controllo) sul territorio, fondamentale per questioni di ampia portata come l’inquinamento dell’aria, del terreno e delle acque. Per temi come questi le cui ricadute non si fermano di certo ai singoli confini comunali non si può più prescindere da un bilancio ambientale di area vasta.

Ci sono due attività da monitorare sopra a tutte: i poli logistici e gli allevamenti. Ora, se le classifiche internazionali indicano Modena al 50esimo posto in Europa per morti correlate alle polveri sottili è estremamente preoccupante. Ma se a questo dato affianchiamo quello di Carpi, che si trova addirittura al 33esimo posto e Sassuolo che nella stessa classifica si trova in 60esima posizione, allora il quadro si fa drammatico. Per questo, ribadiamo, è fondamentale valutare le singole azioni riportandole a una dimensione provinciale. Per Arpae la prima causa di polveri sottili in atmosfera è il traffico pesante seguito dagli allevamenti (è risaputo che le polveri sottili si producono anche dall’ammoniaca).

E qui veniamo al primo nodo cruciale: il traffico pesante. E quale attività è ai primi posti per movimentazione di traffico? La logistica. Vediamo cosa sta succedendo in una piccola area allargata che arriva a un massimo di 15 km dal centro storico del capoluogo molto meno, se si considerano i confini comunali.

Tra San Vito e Spilamberto, a 13 km dal centro di Modena, si è insediato il polo logistico di Amazon di 35mila metri quadri, il terzo centro logistico e di distribuzione pacchi più importante a livello italiano. A Campogalliano, alle porte della nostra città ci risulta in corso l’allargamento del polo logistico di Transmec con la realizzazione di due magazzini con superfici di 19.649 e di 29.479 metri quadrati, integrati, rispettivamente, da aree di 504 e 1.419 metri quadrati destinate a uso uffici.

A Modena conosciamo tutti il controverso progetto di allargamento del polo logistico della Sacca, in piena area urbana, a ridosso delle abitazioni, che dagli attuali 56.000 mq passerà a 97 mila mq e con la realizzazione di un enorme (il termine giusto è mostruoso) magazzino di 30 metri di altezza con una elevata capienza di merci. Un polo logistico che vedrà sulle 24 ore la movimentazione di centinaia e centinaia di veicoli, un flusso di traffico che non potrà che incidere negativamente sulla qualità dell’aria, già pessima della zona, ma anche dell’intera città. Senza contare l’impatto sul traffico locale e dell’intera tangenziale. Ricordiamo che Europa Verde-Verdi Modena ha segnalato fin dall’inizio le criticità del progetto con una interrogazione urgente in Consiglio Comunale e con la presentazione di numerose osservazioni alla Conferenza dei servizi di cui stiamo ancora aspettando la risposta.

Ma la triste lista non è finita perché, è notizia recente, che nella vicina Nonantola, sempre a una decina di km da Modena la multinazionale O&N ha in progetto di realizzare nell’area nota come PIP “Gazzate” un enorme polo logistico che prevede la costruzione di due capannoni di 61mila mq e 14 mila mq lì dove invece era previsto un insediamento artigianale suddiviso in 17 piccoli lotti.

Questo discorso sui poli logistici vale anche per gli allevamenti che come dicevamo sono la seconda causa di inquinamento dell’aria, per non parlare dell’inquinamento di suolo e falde acquifere e consumo di acqua, un bene sempre più prezioso. Su questo tema Europa Verde ha presentato una interrogazione in Consiglio Comunale nel gennaio scorso. Al momento, solo nel comune di Modena oltre al discutibile allargamento dell’azienda agricola Hombre, è in fase di ultimazione l’intervento di ampliamento della stalla di bovini da latte da parte di un’altra azienda agricola e sono state presentate altre due istanze di sviluppo aziendale. E questo solo nel comune di Modena ma ci risultano in progettazione altri allevamenti nei territori vicini.

Ora, non si può più ragionare sulla singola autorizzazione, occorre così come serve per i poli logistici, stilare un bilancio ambientale su area vasta ponendo al più presto un limite massimo al numero di capi che si possono allevare su un determinato territorio. Questo per la salute dei cittadini, per la salute dei territori e per il benessere animale

Per noi di Europa Verde-Verdi Modena, realizzare tanti poli logistici su uno stesso territorio così come allargare o realizzare nuovi allevamenti non fa altro che generare ulteriore inquinamento e rischi per la salute in una provincia come quella modenese già altamente compromessa e va esattamente nel senso opposto alla tanto auspicata conversione ecologica e all’impegno assunto da molti comuni modenesi e dalla stessa Regione Emilia Romagna nei confronti dell’emergenza climatica.

 

 

 

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