In Sala Truffaut il 28 ultimo appuntamento con i film del Premio Lux del Parlamento Europeo: La donna elettrica (Isl/Fra/Ucr 2018) di Benedikt Erlingsson. Ingresso libero

In Cinema

Torna a Modena l’appuntamento con il Premio LUX del Parlamento europeo, frutto della collaborazione tra Parlamento europeo – Ufficio di Milano e Comune di ModenaAssessorato Pari Opportunità, Europe Direct e Sala Truffaut dove il 7, 21 e 28 maggio si tiene la rassegna dei tre film finalisti “La forza delle donne“. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il premio LUX del Parlamento europeo, attraverso una selezione annuale, si pone l’obiettivo di sostenere la produzione e la distribuzione di film europei che raccontano problemi sociali e questioni politiche per spingere a riflettere ma anche a celebrare la cultura comune dell’UE. Il LUX propone una sorprendente varietà di generi e stili grazie ai film di giovani registi europei di talento.

Il 28 maggio alle ore 21.15 conclude la trilogia il bellissimo e appassionante: La donna elettrica  (Isl/Fra/Ucr 2018) di Benedikt Erlingsson – 101’  v.o. sott. Ita

Sabotaggio. Che parola desueta. Oggi va più di moda il boicottaggio, che si può fare anche da casa, ma Halla è una donna in guerra, come da titolo originale: lei sabota, trancia cavi, abbatte pali elettrici, dà filo da torcere alle industrie che se ne infischiano del suolo islandese. Mascherata e guantata, per non lasciare tracce, si trasforma da mite insegnante di canto in eroina ambientalista. Non si ferma davanti a niente; nemmeno quando ottiene l’adozione di una bimba ucraina, un sogno così antico che ormai lo aveva riposto in soffitta. Erlingsson, al secondo lungo di fiction dopo “Storie di cavalli e di uomini”, torna sul rapporto tra uomo e natura, ritrovandone il tono surreale e la cifra profondamente umanista. La dimensione eroica di Halla va dall’ “Odissea” ai classici del cinema di Hitchcock nella fuga e nell’assedio tra scenari brulli, il suo amore per la natura non è missione, ma necessità primaria. Eroina analogica, sa di doversi rendere invisibile e irrintracciabile, perciò ricorre a vecchie macchine da scrivere e abbatte con arco e frecce l’insolenza panottica dei droni. Non serve lo sguardo dall’alto, totalizzante; ma quello sul singolo, sull’angolo di terra da amare, sulla vita di una bambina che è solo uno dei motivi per cui salvare il mondo. La guerra di Halla è privata, forse è solo nella sua testa: esiste davvero quel trio ritmico che la segue ovunque producendo la colonna sonora? Esiste la sua gemella Asa, che all’attivismo preferisce il ritiro spirituale in India? O è solo la sua metà più pavida? Una guerra privata che ci riguarda tutti.

 

Già proiettati:

Il 7 maggio ore 21.15

L’altro volto di ogni cosa (Serbia, Francia, Qatar 2017) di Mila Turajlić – 104′  v.o. sott. ita

Una porta chiusa dentro un appartamento di Belgrado ha tenuto una famiglia separata dal proprio passato per oltre 70 anni. Non appena la regista inizia un’intima conversazione con la madre, emerge come la faglia della politica scorra nelle loro vite, rivelando una casa e un Paese infestati dalla Storia. Il documentario realizzato dalla regista serba Mila Turajlić racconta, attraverso la storia di una famiglia, la lotta di un intero paese e di un’intera società per la democrazia e contro il nazionalismo.

La regista apre le porte della sua casa allo spettatore e offre un viaggio nel tempo e nello spazio da un’unica posizione: l’intimità della casa e ciò che accade fuori dalla finestra.

La cronaca di una famiglia in Serbia diventa il bruciante ritratto di un’attivista in tempi di grande agitazione e l’occasione di interrogarsi sulla responsabilità di ogni generazione nella lotta per il proprio futuro.

 

Il 21 maggio alle ore 21.15

Styx (Germania, Austria 2018) di Wolfgang Fischer – 94′  v.o. sott. Ita

Medico tedesco si avventura in barca a vela nell’Atlantico. Ma non è un survival movie: lei cerca una natura addomesticata, un esotismo di facciata – l’isola Ascensione, dove un allievo di Darwin impiantò una giungla artificiale – e incappa nell’altra faccia del positivismo europeo, sotto forma di barcone carico di migranti. Un funny game acquatico impegnato, un dilemma tra prigionieri dell’oceano – uccidere e lasciar morire sono la stessa cosa? -, un esame di coscienza collettivo di colonizzatori e colonizzati.

 

 

 

 

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