Alla Sala truffaut il 12 dicembre “Il diamante bianco” di Werner Herzog

In Cinema
Prosegue la programmazione della Sala Truffaut la sala d’essai modenese per eccellenza.
Si conclude in sala Truffaut, a cura del Circuito Cinema, la rassegna “Al limite estremo – Werner Herzog in viaggio per l’America Latina” in occasione della mostra “Meravigliose avventure” alla Galleria Estense di Modena.
In cartellone mercoledì 12 dicembre alle ore 21,15 il documentario IL DIAMANTE BIANCO (Ger/Gb 2004, 90′)Versione originale con sottotitoli italiani

L’ingegnere aeronautico inglese Dorrington vuole volare sopra la foresta pluviale della Guyana con un piccolo dirigibile (il “diamante bianco”). Herzog segue (e istiga) un personaggio che sembra uscito dai suoi film: sognatore folle, ultimo erede di sogni titanici che il resto dell’umanità ha dimenticato. Il regista realizza anche un elogio del silenzio, riflettendo sull’estraneità dello sguardo occidentale di fronte a un mondo incontaminato.

In occasione della mostra “Meravigliose avventure – Racconti di viaggiatori del passato” alla Galleria Estense di Modena.

 

Serata speciale giovedì 13 dicembre con la proiezione alle ore 21 del capolavoro PORTRAIT OF JASON (1967) la rassegna “Gli anni ’60 stravolti – I capolavori indipendenti di Shirley Clarke” organizzata in occasione della mostra “Io sono una poesia – Parole sui muri e le arti negli anni Sessanta tra Modena e Reggio Emilia” al Museo Civico d’arte di Modena. Nell’occasione interverranno i curatori della mostra per una introduzione all’evento.

Versione originale con sottotitoli italianiJason Holliday, giovane uomo di colore, gay e alcolizzato, si racconta davanti alla macchina da presa in un monologo inarrestabile: dalle esperienze come gigolò all’internamento in manicomio, passando per l’infatuazione nei confronti di Mae West, l’amicizia con Miles Davis e le velleità cabarettistiche. Definito dalla regista “una danza dell’ego umano in tutta la sua terribile e splendida nudità”, è uno dei capisaldi del New American Cinema e del cinema sperimentale e underground.

Prima della proiezione, presentazione della mostra a cura del Museo Civico d’Arte di Modena.

SHIRLEY CLARKE (1925 – 1997) è stata uno dei massimi esponenti del New American Cinema e del cinema sperimentale e underground degli anni ’60 e oltre. Danzatrice di alto livello, proprio sul tema del balletto gira il suo primo cortometraggio, DANCE IN THE SUN (1953). Nel 1960 firma il manifesto del New American Cinema assieme a Jonas Mekas, Lionel Rogosin, Robert Frank e altri registi e nello stesso anno dirige il suo primo lungometraggio, THE CONNECTION, un dramma sul pianeta droga, che apparentemente si limita a riprendere la messa in scena del Living Theatre, mentre in realtà rivela una grande originalità e personalità del linguaggio. Di notevole densità e realismo critico è il successivo THE COOL WORLD (1963), un’incursione in profondità nel ghetto nero di Harlem, un’incursione in profondità nel ghetto nero di Harlem che scoperchia impietosamente la condizione socialmente e umanamente intollerabile degli afroamericani, con uno stile che fonde in perfetto equilibrio i modi del cinema-verità e quelli dell’underground. Anche PORTRAIT OF JASON (1967) è uno straordinario film-documento sulla difficile quotidianità di un nero omosessuale e alcolista, che conferma la tenace avversione della regista per ogni forma di emarginazione. Le sue ultime opere, come MADE IN AMERICA (1985) sono dedicate al celebre musicista del Free Jazz Ornette Coleman.

 

 

 

 

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