La Stagione concertistica del Teatro Comunale prosegue il 29 novembre con il grande pianista Grigory Sokolov

Prosegue la Stagione concertistica del Teatro Comunale Luciano Pavarotti il 29 novembre alle 20.30 con il recital di Grigory Sokolov, considerato fra i massimi pianisti viventi. In programma musiche di Ludwig van Beethoven e Franz Schubert, due autori intimamente legati nella produzione del primo romanticismo viennese ai quali il musicista ha recentemente dedicato un’incisione uscita per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.

GRIGORY SOKOLOV

pianoforte

Musiche di

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sonata n. 3 in do maggiore, op. 2 n. 3

LUDWIG VAN BEETHOVEN

11 Nuove Bagatelle op. 119

FRANZ SCHUBERT

4 Improvvisi, op. post. 142 D. 935

Nato a San Pietroburgo nel 1950, Grigory Sokolov si è affermato dapprima nel proprio Paese estendendo in seguito, specialmente dopo la caduta dell’Unione Sovietica, la propria fama in Occidente fino a divenire uno dei più apprezzati pianisti su scala internazionale.

Dopo consuete collaborazioni con le migliori orchestre, come New York Philharmonic, Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, Philharmonia di Londra e Munich Philharmonic, ha deciso di concentrare la propria attività sui soli recital solistici con una tournée annuale europea di circa settanta concerti.

A partire dal 2014 Sokolov incide in esclusiva per l’etichetta Deutsche Grammophon. Il primo album (2015) contiene una registrazione dal vivo realizzata al Festival di Salisburgo mentre nel 2016 è uscito il secondo album contenente, fra altri, i Quattro improvvisi D 899 e i Tre pezzi per pianoforte D 946 di Franz Schubert, autore del quale è considerato interprete di eccellenza.

 

Prossimi appuntamenti

Giovedì 6 dicembre ore 20,30

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Direttore Stefan Anton Reck

GUSTAV MAHLER

Sinfonia n. 6 in la minore Tragica

Torna a Modena, dopo il dicembre 2016, Stefan Anton Reck alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini per una nuova esecuzione mahleriana, questa volta della Sesta Sinfonia, da molti anni assente dai cartelloni del Teatro. (Di Mahler sarà eseguita anche la Quinta Sinfonia, in programma il 7 marzo con la Filarmonica della Scala).

Reck è riconosciuto a livello internazionale come profondo conoscitore della musica di Wagner, Mahler e della seconda Scuola di Vienna. Nato a Baden-Baden, ha vinto nel 1985 il primo Concorso internazionale di direzione d’orchestra “Arturo Toscanini” ed è stato invitato dal Tanglewood Music Festival per perfezionarsi con Seiji Ozawa e Leonard Bernstein. È stato a lungo assistente di Claudio Abbado dirigendo la Mahler Chamber Orchestra e la Gustav Mahler Jugendorchester. Nel settembre 1999 ha inaugurato, proprio con la Sesta Sinfonia di Mahler, la stagione concertistica del Teatro Massimo di Palermo, del quale è stato direttore musicale fino al 2003.

Abituale ospite delle stagioni del Teatro di Modena, la Filarmonica Arturo Toscanini è attiva nella propria stagione presso l’auditorium Paganini di Parma e in regolari tournée internazionali. Dal 2006 a oggi si sono avvicendati, quali direttori principali, Kazushi Ono, Vladimir Jurowski, Carlo Rizzi, Tugan Sokhiev, Juraj Valčuha, Tomas Netopil, Rinaldo Alessandrini, Michele Mariotti, Wayne Marshall, Pietari Inkinen, Roberto Abbado, John Axelrod e James Conlon. Nel triennio 2014-2017 il Direttore Principale è stato Francesco Lanzillotta. Suo successore designato è il giovane direttore inglese Alpesh Chauhan che ha assunto l’incarico a partire dal settembre 2017.

 

 

Sabato 19 gennaio ore 20,30 Fuori abbonamento

CONCERTO DELLA MEMORIA E DEL DIALOGO

Alla fine del tempo. Storia di Jean e Jean 

Guido Barbieri testo e voce narrante

Francesco Senese violino solista

Ensemble AdM Soundscape

 

JOHANN SEBASTIAN BACH, OLIVIER MESSIAEN

PAUL HINDEMITH, BELA BARTÓK, SERGEJ PROKOF’EV

 

Coproduzione

Fondazione Teatro Comunale di Modena

Amici della Musica di Modena – Concerti d’Oggi

In collaborazione con Fondazione Villa Emma

Con il patrocinio della Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia

 

Lo spettacolo racconta le “due vite in una” vissute da Jean Le Boulaire, il violinista francese che ha legato il suo nome (uno dei suoi due nomi) alla nascita di uno dei grandi capolavori della musica del Novecento: il Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen. Fu lui infatti insieme allo stesso compositore, al violoncellista Ètienne Pasquier e al clarinettista Henri Akoka, ad eseguirlo per la prima volta, il 24 gennaio del 1941, in una baracca del campo di concentramento di Görlitz. Dopo la liberazione del campo e il ritorno a Parigi Jean Le Boulaire decide però di cancellare dalla memoria l’esperienza della reclusione e cambia radicalmente la propria esistenza. Mette in un baule il suo violino, cambia nome (d’ora in poi si farà chiamare Jean Lanier) e intraprende la carriera dell’attore. Non rivelerà mai più a nessuno, nemmeno alla propria famiglia, il suo passato. Né vorrà incontrare i suoi compagni di prigionia. Dopo un provino sostenuto per caso partecipa, nella Parigi occupata dai tedeschi, alle riprese di un film culto: Les enfants du Paradis di Marcel Carné  e poi nel dopoguerra a una serie di film “minori”. Negli anni Sessanta arriva il successo popolare: Jean Lanier è infatti uno dei protagonisti, insieme a Jean Gabin, della prima serie televisiva francese dedicata al Commissario Maigret. Nel corso della sua carriera Lanier gira una sessantina di film, alcuni con registi importanti come François Truffaut, Claude Chabrol, Claude Autant, Lara e Alain Resnais. Mai da protagonista, sempre in ruoli preziosi di caratterista. A metà degli anni Ottanta si ritira dagli schermi, e dopo poco si ammala. Nelle ultime settimane di vita sprofonda in un delirio popolato di sogni e visioni: immagina di parlare con il comandante del campo di Görlitz, ricorda all’improvviso il giorno della prima esecuzione del Quatuor, fa i nomi di Messiaen, di Pasquier, di Akoka. Il passato di Le Boulaire, che Lanier ha voluto cancellare, riemerge dunque negli ultimi giorni di vita, nel momento in cui Jean si trova sospeso tra coscienza e incoscienza, tra ricordo e delirio. I due Jean, scompaiono, insieme, il 9 aprile 1999. Hanno 85 anni.

Guido Barbieri

 

 

Sabato 26 gennaio ore 20,30

NORDWESTDEUTSCHE PHILHARMONIE

Yves Abel direttore

Esther Yoo violino

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Ouverture Leonore n. 3 in do maggiore op. 72b

 PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ

Concerto in re maggiore op. 35

per violino e orchestra

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93

La Nordwestdeutsche Philharmonie ritorna a Modena insieme al suo direttore principale, Yves Abel, dopo il concerto dell’ottobre 2015. L’Orchestra ha sede a Herford, antica città medioevale della Renania Settentrionale-Vestfalia, situata ai piedi del versante settentrionale della Selva di Teutoburgo. Fondata nel 1950, è fra i principali complessi musicali della regione e si esibisce per il pubblico delle città locali oltre che in regolari tournée all’estero per un totale di circa 120 concerti l’anno. Ha realizzato più di 100 incisioni discografiche, oltre a un cospicuo numero di registrazioni radiofoniche, in particolare per il Westdeutscher Rundfunk (WDR) di Colonia.

Yves Abel è stato ospite principale della Deutsche Oper di Berlino e ha diretto al Metropolitan, alla Royal Opera House Covent Garden, al Teatro alla Scala, alla Vienna Staatsoper, all’Opéra National de Paris, al Gran Teatre del Liceu di Barcellona.

Giovane violinista coreano-americana, Esther Yoo è stata, a partire dal 2018, la prima Artist-in-Residence della Royal Philharmonic Orchestra. È salita sulla ribalta internazionale con la vittoria, nel 2010, a soli 16 anni, del concorso Sibelius e, dal 2014 al 2016, è stata una BBC Radio 3 New Generation Artist prima di debuttare agli acclamatissimi BBC Proms. Nella primavera 2017 l’etichetta Deutsche Grammophon ha pubblicato, come suo secondo album, il Concerto di Čajkovskij (in programma anche a Modena) con la Philharmonia Orchestra diretta da Vladimir Ashkenazy.

 

Giovedì 7 marzo ore 20,30

FILARMONICA DELLA SCALA

Direttore Riccardo Chailly

GUSTAV MAHLER

Sinfonia n. 5 in do diesis minore

Gigantesco affresco, non solo musicale, ma anche filosofico e spirituale, la Quinta Sinfonia è la più conosciuta di Gustav Mahler e un punto di riferimento dell’intero repertorio sinfonico. Celeberrimo il suo tempo lento, commovente Adagetto per soli archi e arpa, la cui fama è stata amplificata nel corso di oltre un secolo attraverso cinema e televisione (non da ultimo in Morte a Venezia, la pellicola di Luchino Visconti ispirata alla figura del compositore).

Dopo l’esecuzione della Sesta Sinfonia, in programma il 6 dicembre con la Filarmonica Toscanini, ritorna dunque l’ascolto mahleriano eseguito in questa occasione da una delle compagini più acclamate.

Riccardo Chailly è Direttore Musicale del Teatro alla Scala e Direttore Principale della Filarmonica della Scala. Dal 2016 ha assunto la carica di Direttore Musicale dell’Orchestra del Festival di Lucerna, succedendo a Claudio Abbado. È stato Kapellmeister del Gewandhausorchester di Lipsia, la compagine sinfonica più antica d’Europa, e Direttore Principale dell’Orchestra del Royal Concertgebouw di Amsterdam, che ha guidato per sedici anni. Conduce le principali orchestre internazionali, tra queste Wiener Philharmoniker e Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Cleveland Orchestra, Philadelphia Orchestra e Chicago Symphony Orchestra. È ospite regolare di festival quali Salisburgo e BBC Proms di Londra.

Per la sua attività nella stagione lirica scaligera, l’orchestra è stata premiata a Londra quale ‘Miglior orchestra al mondo’ nel 2018 dagli International Opera Awards. A gennaio 2018 è stata in tournée in Europa guidata da Riccardo Chailly con concerti a Londra, Parigi, Budapest, Vienna e Lucerna.

 

Giovedì 21 marzo ore 20,30

WÜRTTEMBERGISCHE

PHILHARMONIE REUTLINGEN

Direttore Fawzi Haimor

Pianoforte Dejan Lazić

JOHANNES BRAHMS

Concerto n. 1 in re minore op. 15

per pianoforte e orchestra

CHARLES IVES

Sinfonia n. 2

 Si tiene con questo concerto il terzo appuntamento della Württembergische Philharmonie di Reutlingen che torna a Modena dopo la scorsa stagione con un nuovo programma e con la Seconda Sinfonia di Charles Ives, brano raramente eseguito e qui interpretato dall’americano Fawzi Haimor, dal 2016 Direttore Principale dell’orchestra. Nato a Chicago nel 1983, è stato Resident Conductor alla Pittsburgh Symphony Orchestra e ha debuttato recentemente con l’Orchestre de Chambre de Paris, BBC Philharmonic Orchestra, Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e Orchestre Philharmonique du Luxembourg. La Württembergische Philharmonie, già ospite del Teatro Comunale anche nel 2015, è stata fondata nel 1945 come orchestra di Reutlingen – città tedesca di oltre centomila abitanti situata nel Land del Baden-Württemberg, a sud di Stoccarda – dove tiene una regolare attività concertistica insieme a prestigiose tournée internazionali (Europa, Asia e Stati Uniti). In programma anche il Primo concerto di Brahms nell’esecuzione di Dejan Lazić, giovane pianista nato a Zagabria, cresciuto a Salisburgo, dove ha studiato presso il Mozarteum e ora residente ad Amsterdam. La sua registrazione del Secondo Concerto di Rachmaninov con la London Philharmonic Orchestra ha ricevuto il prestigioso premio tedesco “Echo Klassik”. La sua figura è nota internazionalmente anche per l’arrangiamento e l’adattamento pianistico di capolavori classici, come il Concerto per violino e orchestra di Brahms, interpretato al pianoforte con la Atlanta Symphony Orchestra, ai BBC Proms e al Concertgebouw di Amsterdam.

 

Domenica 31 marzo ore 20,30

I VIRTUOSI DEI BERLINER

PHILHARMONIKER

PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ

Serenata per archi in do maggiore op. 48

ARTURO CARDELÚS

Concerto per violino

Laurentius Dinca violino

ANTONÍN DVOŘÁK

Serenata per archi in mi maggiore op. 22

 

I Virtuosi dei Berliner Philharmoniker sono fra i numerosi e più affermati gruppi da camera formati da musicisti dei Berliner Philharmoniker. Nati nel 1993 e guidati da Laurentius Dinca, hanno riscosso successo in tutto il mondo affrontando un repertorio che spazia dai classici viennesi alla musica popolare, con incursioni nel jazz e nel tango.

Nato a Bucarest, Dinca è stato dal 1980 al 1984 primo violino dell’Orchestra della Radio di Francoforte e nel 1984 è entrato a far parte dei primi violini dei Berliner Philharmoniker. È anche leader del Quartetto Athaenaeum Berlin dal 1991 e dell’Ottetto d’Archi dei Filarmonici di Berlino dal 1995. Ha vinto il “Premio Viotti” e nel 1992 ha ricevuto la “Croce dell’Ordine al Merito Melitense”. Tiene regolarmente corsi in Venezuela, Giappone, Italia e Germania. In programma anche un brano di Arturo Cardelús (1981), compositore spagnolo residente a Los Angeles che si è affermato in campo cinematografico attraverso numerosi titoli fra i quali la serie Netflix dedicata al Papa “Chiamatemi Francesco”, di Daniele Luchetti. Artista associato della Royal Academy of Music dal 2016, la sua musica viene eseguita in Europa, Asia e Stati Uniti e incisa per l’etichetta Naxos. Con i solisti dei Berliner Philharmoniker ha inciso Grace e Con Aire de Tango, commissionata dall’orchestra e registrata alla Berlin Philharmonie.

 

Info: Fondazione Teatro Comunale di Modena
www.teatrocomunalemodena.it